loga ausl della romagna
Rimini
Qr Code
URL della pagina
 

Testimonianza / Chiara M. Crudele dolcissimo amore, 2005 Edizioni San Paolo

Inserito in Dall'altra parte - Ultima modifica il:

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Chiara M. è una giovane infermiera quando una malattia - che poi si rivelerà rara, lunghissima, dolorosissima, esasperante, progressivamente invalidante - irrompe violentemente nella sua vita. Con un brevissimo schizzo autobiografico degli anni dell'infanzia, della fanciullezza, della adolescenza e prima giovinezza, con pagine di diario e brani di lettera, racconta in questo libro la sua vita, la sua malattia, la sua esperienza religiosa.

Crudele e dolcissimo insieme è l'amore di Dio che Chiara M. vive per anni, ogni giorno, ogni momento. Dolore, profonda tristezza, sconforto, disgusto di sé, vuoto, senso di abbandono, vergogna, bruciante nostalgia del periodo precedente la malattia, rabbia, senso di espropriazione, solitudine, estraniazione, impotenza, esasperazione, desolazione, dubbi angosciosi, l'assurdo, minacciano continuamente la sua anima ma questo amore crudele e dolcissimo le permette di arginare tutto ciò, di comprendersi sempre più, di aprirsi agli altri, di conoscerli profondamente, di avvicinarsi a loro, di vedere-vivere-sentire aspetti e dimensioni altre della vita. Il linguaggio di Chiara M. è semplice, immediato, essenziale, capace di condurci dentro all'esperienza di una malattia progressiva e invalidante. Può forse inquietare o destare a volte fastidio in chi è ostico all'esperienza religiosa ma può anche essere di sostegno e dare forza, e non solo a chi è malato o disabile. Anche chi svolge una professione sanitaria - benché il suo lavoro come infermiera, quello delle sue colleghe e dei tanti medici che incontra rimangono inaspettatamente nel suo libro sullo sfondo della narrazione e della riflessione - può trovare fruttuoso un confronto con questa testimonianza. In lei l'esperienza professionale ha dovuto fare i conti con quella dolorosissima e disperante di una malattia incurabile e con quella religiosa. Frutto di questo serrato-continuo-estenuante confronto sono le osservazioni sparse sul lavoro sanitario presenti nel suo scritto. Possono essere immaginate come semi di qualcosa che preme per manifestarsi e crescere: una capacità di cura sempre più attenta al nostro mondo interiore e a quello degli altri. Che venga da queste osservazioni o comunque da altro un contributo in questa direzione non ha molta importanza. La testimonianza di Chiara M. non è prima di tutto un elenco di idee e riflessioni, si muove soprattutto su un altro piano, quello del sentire e dell'essere. Ci invita ad affinare le nostre sensibilità, a porci domande sul senso. Si sente tramite di questo messaggio. Persone che la conoscono da anni l'hanno spinta a scrivere, e lei, pur con molto pudore, senza alcun esibizionismo, si è esposta, donata. Chi pensa che tutto ciò abbia a che fare con la cura trova nella sua testimonianza un importante occasione di confronto.(G.M.)

Questo sito non fà uso di cookie di profilazione di terze parti. Utilizza solamente cookie "tecnici" emessi direttamente dal sito per scopi editoriali o per permettere l'erogazione di servizi. Per maggiori dettagli leggere la "privacy policy"