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Stramaledetta sensibilita! - Anonimo

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In un breve scritto un'infermiera parla del suo appassionato e difficile rapporto con il proprio lavoro.

 

Agitata, neurotica, ansiosa, vulcanica, chiassosa, così solitamente mi definiscono i miei colleghi. Sono abbondante in tutto, sia nel fisico che nella personalità.

Fra i miei tanti difetti quello che proprio non sopporto, quello che mi vorrei strappare di dosso, è la sensibilità e non mi si venga a dire, per favore, che non si tratta di un difetto, bensì di un pregio.

Questa, a parer mio, è pura ipocrisia.

Come vorrei svolgere il mio lavoro di infermiera professionale, limitandomi a seguire la procedura più giusta, al momento adeguato, secondo il protocollo adottato, invece no, "ci " devo sempre aggiungere in più, quel "benedetto":  Come va?!

Così, da una semplice e banale domanda, d'un tratto mi trovo affacciata ad una finestra che mi svela un panorama di forte paura e profonda sofferenza. A quel punto, cosa fare: richiuderla in fretta quella finestra come se nulla fosse accaduto, o provare a lenire un po', per quanto possibile quel dolore intravisto? Si crea così un ponte tra me e il paziente; io penso a lui, a volte anche a casa, lui so che cerca me, questo viso rassicurante.

Mi sembra che i pazienti mi si appoggino addosso e il peso lo sento forte, su queste spalle un po' curve. Le risposte alle loro domande, non le ho, ho solo due minuti per ascoltarli e guardarli, perché la vera comunicazione avviene fra i loro occhioni impauriti e i miei. E' il mio sguardo infatti che non riesce proprio a celare quella sensibilità che mi appartiene e che mi fa provare infinita tenerezza.

Così, dopo tutto questo, posso dire che il mio lavoro mi appassiona, ma mi fa anche "sputar sangue".

Ho due bimbi, spesso frequento altre mamme. Molte lavorano; sono impiegate, operaie, commesse, anche loro sovente stanche e trafelate.

Noi che lavoriamo in ospedale però, abbiamo un fardello in più da portare, spesso difficile da spiegare sia agli amici che ai familiari.

Non desidero un'altra professione, ma mi chiedo come sarebbe la mia vita se fossi un'infermiera meno sensibile.  Mi rispondo che forse è proprio per questa stramaledetta sensibilità che ho scelto un lavoro così, un lavoro che nel bene e nel male mi riempie la vita e spesso anche il cuore.

 Un'infermiera dal '92

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