loga ausl della romagna
Rimini
Qr Code
URL della pagina
 

Departures / Giappone 2008 / Regia di Yojiro Takita

Inserito in Film - Ultima modifica il:

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

[Con la morte di una persona non tutto è già accaduto. Qualcuno, più di altri, sa ciò e aiuta la persona defunta e i suoi parenti ad affrontare il nuovo lungo viaggio. Un giovane apprende in questo film questa delicata e complessa arte dell’accompagnamento.]

Daigo è un giovane musicista. Un giorno, improvvisamente, la grande orchestra in cui lavora viene chiusa. Ora deve fare il punto della propria vita e ripartire. Decide di troncare con la professione precedente e di tornare al paese in cui è nato e cresciuto e in cui la madre gli ha lasciato una casa. E’ una scelta di radicale cambiamento. Nonostante ciò la giovane moglie lo segue lasciando anche lei il suo lavoro. Qui inizia la loro nuova vita. Rispondendo ad un annuncio di lavoro assai particolare (si parla di una agenzia viaggi) Daigo viene a contatto con un’agenzia funebre che segue il rito della deposizione del morto seguendo una antica tradizione giapponese. Nessuno vuol fare quel lavoro e la paga è buona. Anche lui è perplesso, disorientato, ma decide di provare. Il proprietario e la segretaria dell’agenzia sono persone davvero particolari. Così inizia questa nuova fase della sua vita. Daigo tiene nascosto alla moglie il carattere di questo suo nuovo lavoro. Qualcosa (vergogna? paura?) lo trattiene dal dirglielo. Forse ha timore di ammettere anche a se stesso che ha scelto di lavorare a contatto quotidiano con persone morte, forse non sa neppure lui ancora se quello sarà davvero il lavoro della sua vita e forse immagina di smettere da un momento all’altro. E’ timoroso e nel contempo attratto nei confronti di questa nuova esperienza. Sotto la guida del proprietario-maestro dell’agenzia sta apprendendo a diventare un tanatoesteta, ovvero colui che compie il rito di lavaggio, vestizione e posizionamento nella bara dei morti per accompagnarli nel trapasso, di colui che aiuta i parenti a vivere questo momento spesso drammatico, doloroso. E facendo ciò, insieme al suo maestro, mostra anche agli spettatori un aspetto di un lavoro che pochi sono disposti a vedere, a conoscere, mostra che anche dopo la morte c’è, può esserci, un lavoro di cura, e che anche questo lavoro è importante, può essere davvero importante. Eppure le persone spesso considerano (magari non consapevolmente) chi fa questo lavoro come un appestato e lo condannano ad una sorta di isolamento. Anche Daigo dovrà affrontare tutto ciò. Piace al registra immaginare che questo isolamento possa essere superato e che la fatica e la drammaticità di tale condizione si stemperino in questa speranza. Non sempre purtroppo immagino sia questa la realtà dei fatti. In ogni caso certo questo film, per molti aspetti un bel film, aiuta ad affrontarla e finalmente ci fa conoscere, almeno un poco, l’opera di chi si occupa di un momento così importante della vita-morte delle persone, del trapasso. (G.M.)

Questo sito non fà uso di cookie di profilazione di terze parti. Utilizza solamente cookie "tecnici" emessi direttamente dal sito per scopi editoriali o per permettere l'erogazione di servizi. Per maggiori dettagli leggere la "privacy policy"