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Kinsey / USA, Germania 2004 / Regia di Bill Condon

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Film biografico su Alfred Kinsey, biologo, docente universitario e, soprattutto, pioniere della ricerca scientifica sulla sessualità in America.

Il film ripercorre gran parte della vita di Alfred Kinsey (1894-1956), biologo, docente universitario, pioniere della ricerca scientifica sulla sessualità in America. Figlio di un pastore metodista sessuofobico, autoritario, ottuso, Alfred ad un certo punto si ribella alla volontà paterna e sceglie di studiare biologia. Con la meticolosità la determinazione la passione che ha riesce a diventare un docente universitario apprezzato e a sviluppare alcune lunghe e dettagliate ricerche su un insetto che si tradurranno in pubblicazioni di carattere specialistico. Nell’ambiente universitario conosce una donna che diventerà poi sua moglie. Ambedue impacciati e ignoranti in campo sessuale risolvono i loro problemi con la consulenza di un esperto. Ma i loro problemi, seppur in forme diverse, sono anche quelli di alcuni studenti che frequentano l'università e che gli vengono a chiedere consulto. Pian piano Kinsey si rende conto che la vita sessuale delle persone è inibita, deformata e condizionata da ignoranza e pregiudizi. Alle domande degli studenti però spesso non ha risposte di ordine scientifico. Così nasce in lui l’idea di costruirle queste risposte. Lo farà non andando a chiederle agli esperti, i cui libri erano spesso infarciti di idee sbagliate pericolose o inutili sul sesso, ma alle persone di tutte i ceti, di tutte le classi. Costruita una piccola équipe di collaboratori e trovati i fondi inizia la sua lunga ed estenuate ricerca, composta di migliaia di interviste, che durerà tutta la vita. Il suo primo studio, Il comportamento sessuale nel maschio umano, (denominato poi Rapporto Kinsey) verrà pubblicato nel 1948 e diventerà subito un best-seller tradotto in varie lingue. Nel 1953 verrà dato alle stampe l’altro suo importante contributo Il comportamento sessuale della donna. Da questi lavori la vita sessuale degli americani risulterà essere quella che era nei fatti non quella che si pensava da più parti - soprattutto nella cultura conservatrice e bigotta dominante, ma non solo - dovesse essere. La masturbazione era molto diffusa tra gli uomini e anche, seppur di meno, tra le donne e non causava cecità follia o altre disastrose conseguenze; i rapporti prematrimoniali e extramatrimoniali erano diffusi molto di più di quello che sembrava al senso comune; l’omosessualità pure e anche una certa percentuale di persone eterosessuali avevano nella vita alcuni rapporti omosessuali; certe pratiche sessuali ritenute perverse, esempio i rapporti oro-genitali, erano più diffusi di quello che si pensava, e cosi via. Si può immaginare quanto queste scoperte non fossero facilmente digeribili da certa parte della popolazione e da certe istituzioni. Così la vita di Kinsey non fu sempre facile. Il film non lo dipinge come un santo, mostra il dritto e il rovescio, non solo le qualità ma anche le ambiguità, le contraddizioni, le ingenuità, le ossessioni. Vita e opere dello scienziato sono raccontate in modo strettamente intrecciato. Sicuramente Kinsey non sa valutare sempre le risonanze psicologiche dei propri esperimenti e delle proprie convinzioni e considera troppo spesso l’essere umano da un punto di vista puramente naturale, biologico; probabilmente il suo interesse per la sessualità è invischiato con una curiosità un poco morbosa verso di essa che a volte forse pregiudica certi risultati della sua ricerca; forse il suo comportamento morale a qualcuno potrà sembrare assai discutibile; sicuramente non ci sono tutte le risposte al problema sessuale nelle sue indagini. In ogni caso è difficile negare a mio parere, se il film lo rappresenta abbastanza fedelmente, il contributo da lui dato alla ricerca di una vita sessuale migliore, più libera, non più normale, che per lui difficilmente significava qualcosa. (G.M.)

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