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Dottor Akagi / Francia-Giappone 1998 / Regia di Shohei Imamura

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Sempre di corsa senza mai risparmiarsi il Dott. Akagi svolge la sua attività. Ad assisterlo una giovanissima ragazza sottratta alla prostituzione. Tra favola e delirio il film rappresenta la lotta sempre impari, e comunque necessaria, contro malattie e distruttività, lotta che solo la purezza ideale e l'amore possono sostenere.

Siamo alla fine della seconda guerra mondiale in una cittadina costiera giapponese, luogo in cui sono rinchiusi e sorvegliati alcuni nemici di guerra. Il cinquantenne Dottor Akagi, medico condotto, vedovo, denominato il Dottor Fegato perchè ossessionato dalla idea che pressochè tutti i pazienti che ha siano affetti da disturbi epatici e che sia quindi in atto una epidemia pericolosissima e sottovalutata, svolge qui con grande zelo e passione la professione e dedica tutto se stesso (con i poveri mezzi che rimedia) alla ricerca delle cause della epidemia. Ad aiutarlo nell'impresa una giovanissima assistente da lui accolta per sottrarla dalla via della prostituzione, un bonzo alcolista e sessuomane, un collega medico morfinomane, la tenutaria di una casa di piacere. Diviso tra l'attività di medico condotto che svolge sempre di corsa, a piedi, e l'attività di ricercatore il Dott. Akagi non ha, nè si dà, un attimo di tregua, anche se attorno a sè, oltre all'amore dell'assistente e la solidarietà di altri, c'è soprattutto guerra, sconfitta, violenza, disimpegno, distruttività, morte. La sensazione che ho avuto vedendo questo film è stata quella di trovarmi a volte in una sorta di favola, a volte all'interno di un delirio, altre in un indefinibile spazio che li tiene insieme in una lettura trasfigurata e drammatica della realtà. Indimenticabili rimangono le immagini del Dottor Fegato che corre per soccorrere i suoi pazienti e l'abbraccio finale tra lui e l'assistente di fronte al manifestarsi nell'orizzonte, in forma di fegato, del fungo della bomba atomica. Più di altre queste scene evocano l'idea centrale del film: la lotta sempre impari, e comunque necessaria, contro malattie e distruttività, lotta che solo la purezza ideale e l'amore possono sostenere. (G.M.)

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