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Michail Bulgakov, Ricordi di un giovane medico, 1925-1926 (in Michail Bulgakov, Romanzi brevi e racconti 1922-1927 Einaudi 1970 e 1990)

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[In alcuni brevi racconti in gran parte autobiografici Michail Bulgakov narra il lavoro estenuante di un giovane medico in uno sperduto villaggio russo, non solo i suoi successi, anzi soprattutto le sue incertezze, le sue inquietudini, i suoi timori, il suo disorientamento]

Essere giovane (ventiquattrenne), medico, avere in mano, assieme a pochi collaboratori (un assistente sanitario e due ostetriche), la vita di tante persone (scrive nell’ultimo racconto ad un certo punto: “In un anno, fino a quell’ora di sera, avevo ricevuto quindicimilaseicentotredici pazienti. I degenti in ospedale erano stati duecento, di cui solo sei erano deceduti.” (p.73) in un paese sperduto, lontano da centri cittadini importanti, nella Russia sconfinata… Non credo sia facile immaginare una tale esperienza, una tale condizione. I sei brevi racconti che compongono la raccolta offrono questa possibilità. Non sono racconti fantastici, in essi c’è un Bulgakov realista che descrive, seppure in abbozzi (freschi e fugaci), un mondo, quello del lavoro estenuate e solitario, per tanti versi estremo, dei (non era il solo in questa condizione, lo si capisce da una nota biografica riportata in fondo al volume) giovani medici condotti in molti villaggi sperduti della Russia. Ma non è l’eroismo che Bulgakov vuole mettere in luce, piuttosto invece le incertezze, le inquietudini, i timori, il disorientamento, i pericoli, con cui gli operatori sanitari devono convivere in una lotta quotidiana, senza tregua, con la malattia e la morte. Non è l’eroismo e neppure i successi, direi soprattutto le cose come stanno: l’operare a volte senza sapere bene che fare, brancolando nel buio, con un sapere libresco che serve spesso a poco, su casi e situazioni mai viste, sempre nuove, nella fretta, senza potersi consultare con propri pari o con medici che hanno molta più esperienza. Se una morale questi scritti portano è certo quella dell’ultimo racconto: non inorgoglirsi dei risultati che si ottengono e sempre umilmente cercare di accrescere la propria conoscenza e competenza.

Michail Bulgakov (1891-1940) si laurea in medicina nel 1917, esercita per pochi anni la professione medica e poi l’abbandona per dedicarsi alla letteratura e al teatro. I conflitti con il regime stalinista condizionano fortemente la sua attività letteraria e la sua vita. Il suo capolavoro Il maestro e Margherita (che inizia a scrivere nel 1928) verrà pubblicato postumo, con lacune, solo nel 1966-67. (G.M)

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