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Ignazio Marino, Credere e curare, 2005 Einaudi

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[Una riflessione, alternata alla descrizione di ricordi e vissuti personali, sulla medicina, sulla professione medica, sulle implicazioni che l'essere credenti può avere sul piano dei comportamenti professionali]

Alternando ricordi e vissuti personali a riflessioni più generali Ignazio Marino, chirurgo di trapianti di fama mondiale, esprime una sorta di allarme sulla crisi della medicina, sul suo difficile rapporto con le persone che ricorrono a lei spinti dalle loro sofferenze e malattie e si interroga sulla differenza che può significare e implicare sul piano dei comportamenti professionali l'essere credenti. Rischiando di essere bollato di ingenuità, di utopismo, è evocando soprattutto un impegno etico, ideale, professionale, civile, non solo della professione medica, che l'autore intravedere una possibile risposta ai problemi che ci troviamo di fronte. (G.M.)

[In prima copertina]
Il medico e il paziente, la malattia e la cura. Un binomio, che continua ad inquietarci. Chiedendo alla medicina di farsi sempre promessa di salvezza. E al medico di non smettere di credere in se stesso, nella propria professione e, quando c'è, nella propria fede.

[In retro copertina]
Credere nella scienza, nelle opportunità di curare le malattie, di restituire la salute. Credere nella medicina come missione, nella quale il medico mette le proprie competenze al servizio degli altri. Ma anche credere in un Dio e nella possibilità di testimoniare la propria fede nell'esercizio della professione medica. È possibile tenere insieme tutto questo? È possibile credere e curare? Ignazio R. Marino, da medico e da credente, si interroga sui limiti di una professione in piena crisi d'identità. Stretta tra il dominio della tecnologia e la rigidità delle regole di mercato, tra la perdita di umanità nel rapporto con i pazienti e il peso dei grandi temi bioetici. Come reagisce chi ha scelto di fare il medico per conoscere le malattie ma soprattutto per volontà di impegno a favore del prossimo? La fede può avere un ruolo e contribuire ad una svolta? Quale futuro attende i medici di domani?

Tra esperienze personali e riflessioni maturate in venticinque anni di lavoro sul campo, in Europa e negli Stati Uniti, Marino guarda allo smarrimento che sembra avere preso la medicina contemporanea. Un'incertezza che rischia di snaturarne l'essenza, mettendo a dura prova anche il più fedele dei seguaci di Ippocrate.

Ignazio Marino è un chirurgo di fama mondiale, specialista in trapianti d'organo. Formatosi all'Università Cattolica di Roma, si è trasferito prima in Inghilterra e poi negli Stati Uniti. Vive a Philadelphia dove dirige il centro trapianti della Thomas Jefferson University. Da molti anni è impegnato nella riflessione su medicina e bioetica, scrive su Repubblica e cura una rubrica mensile sull'Espresso.

[Indice]
    
     I. Sciamani, scienziati, impiegati di aziende-ospedali

  1. Il mestiere di medico , tra missione e disincanto

  2. Etica e medicina: alla ricerca di terreni comuni tra laici e credenti

  3. Una missione in crisi di identità

  4. Vie di fuga e nuovi percorsi

    Nota biografica

    Glossario dei termini medici

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