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Sally Trench. Seppellitemi con i miei stivali, 1968, 1981 (diciannovesima edizione) Edizioni Paoline

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[Senza alcuna professionalità una ragazza inglese – spinta da una tensione, ingenua e pura, di altruismo, di amore cristiano – dedica alcuni anni della sua vita alla cura e al soccorso di giovani tossicodipendenti, di barboni, di alcolizzati.]

Ho ritrovato mesi fa in uno scatolone questo libro letto moltissimi anni addietro. Rileggerlo ne è valsa davvero la pena. Sally Trench aveva 21 anni quando scrisse questo libro straordinario. Narra i suoi quattro anni trascorsi in strada a Londra, tra beats, tossicomani, vagabondi, barboni, alcolizzati, nei luoghi più marginali, diroccati, sporchi, periferici, “equivoci” della città. Il suo non era un vagabondaggio (disimpegnato, edonistico, spesso conformisticamente ribellista) simile a quello di alcuni ragazzi beats incontrati ma di tutt'altra natura, era un cercare di prendersi cura dei marginali e dei reietti che incontrava portando loro cibo, soccorso fisico, conforto emotivo, attivando aiuti. Trascorreva le sue giornate vagabondando per Londra e mendicando dai passanti una elemosina per comprare cibo per i suoi protetti. Di notte, la si poteva trovare nella stazione di Waterloo o a condividere il fuoco improvvisato tra gli alcolizzati. Senza alcuna formazione professionale era spinta solo da una intensa tensione, ingenua e pura, di altruismo, di amore cristiano. Purtroppo, come ha scritto qualcuno pensando ad altro (autismo, psicosi infantile), l'amore (anche cristiano) non basta per risolvere la situazione drammatica, tragica, in cui si trovano tante persone abbandonate a se stesse e da tutti, alla deriva, e così Sally assiste spesso impotente al dolore e alla morte degli altri di cui si è presa cura. E' troppo giovane e indifesa per non subirne lei stessa i colpi e spesso il suo corpo cede al posto della sua anima. Il libro termina, forse per buona pace di tutti, con il suo intraprendere una esperienza di professionalizzazione, facendoci intravedere la strada giusta (dell'integrazione tra la spinta altruistica e il sapere, non sempre facile) da percorrere. Ho cercato in internet qualche altra informazione su di lei per cercare di capire cosa era accaduto dopo questa esperienza e ho trovato la seguente aggiornata ai primi anni del 2000.

SALLY TRENCH affronta la sua prima esperienza di apostolato sociale a Londra, negli anni '60, fra barboni, alcolizzati e tossicodipendenti on the road. Nel 1968 pubblica Seppellitemi con i miei stivali, resoconto del suo "viaggio" nei territori dell'emarginazione. Il libro, tradotto in quindici lingue, supera il milione di copie vendute, giungendo in Italia (Edizioni San Paolo) alla ventiquattresima ristampa. Fedele al proprio appassionato impegno umanitario, la Trench investe tutti i proventi di quella pubblicazione in una struttura educativa di sostegno ai ragazzi disadattati, descrivendola nel volume I figli degli altri (San Paolo, 1991). Negli anni '90 le attività del Progetto Spark si concentrano sui minori della Bosnia, e dal '92 al '96 Sally guida personalmente trenta spedizioni di aiuti nelle zone più devastate della ex Jugoslavia. Dalla sua esperienza diretta scaturisce questo romanzo (La guerra di Fran Edizioni San Paolo 2010) di denuncia contro lo scandalo della guerra, di ogni guerra.

Nata nel 1945, madre di due figli, Sally Trench, proclamata nel 1995 "donna cattolica dell'anno", vive oggi nell'Oxfordshire.

La storia quindi continua e forse potremo reincontrarla in ulteriori segnalazioni. (G.M.)

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