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Renata Salec, La tirannia della scelta, 2010, 2011 Laterza

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[Davvero la nostra vita è soprattutto frutto delle nostre scelte? Cosa induce la presenza in noi di questa idea?]

Tutto sembra esistere (nonostante la crisi che stiamo attraversando) sempre più per essere scelto, posseduto. Le possibilità di scegliere, le opzioni, grazie alla scienza e alla tecnologia (e all'apparato mediatico) sembrano crescere sempre più nell'immaginario collettivo. Ciò che siamo, ci si racconta in tanti modi e forme, è il frutto delle nostre scelte. Esistono solo individui di fronte alle tante possibilità che la vita dà. Ognuno si costruisce da sé. Nessun altro, nient'altro, entra in gioco alla fin fine in questa costruzione. Nessuno può attribuire ad altri o ad altro ciò che è. Un'altra idea si lega a corollario a tutto questo: il successo (fama, denaro, potere) è frutto di chi l'ha, delle sue capacità, delle sue scelte, della sua elezione, come pure l'insuccesso (la povertà, l'emarginazione, l'anonimato) lo è di chi lo subisce, delle sue incapacità e dei suoi vizi, della sua maledizione.

Difficile dire che ne sarà di questa sorta di delirio non so per quanti, come per me, ottuso e penoso, tutt'uno con la società liberista, ipercompetitiva, iperconsumista, in cui viviamo. Lo scritto di Renata Salec prova a mostrarne alcuni aspetti negativi e inquietanti facendo intravedere quanto l'ossessione della scelta non sia sono una realtà che punteggia la nostra vita quotidiana ma una sorta di mito primario di riferimento delle società (quelle del cosiddetto benessere) in cui viviamo. Scritto in una forma quasi giornalistica può essere un'interessante occasione offerta ad ogni lettore per iniziare a riflettere attorno a tutto ciò. (G.M.)

 

[In interno di copertina]

Da più parti siamo incoraggiati a considerare la nostra vita come un insieme di scelte da fare: dai prodotti sugli scaffali dei supermercati alle nostre carriere professionali, dalle nostre relazioni alla nostra vera identità. Tutto sembra esistere solo per essere scelto. Dovremmo sentirci liberi e invece lo siamo meno di quanto immaginiamo.

L'abbondanza di scelte ci rende di fatto più angosciati che mai, più inadeguati e colpevoli, più ciechi e ignari. Eppure, per quanto possa essere traumatico, l'esercizio della scelta è una capacità essenziale che schiude la possibilità del cambiamento. L'importante è comprendere che scegliere non è un atto interamente razionale. Come spiega Renata Salecl con saggezza, sottile umorismo e tante storie di vita quotidiana, spesso obbediamo a una logica bizzarra, pensiamo di scegliere in maniera consapevole e sensata mentre ci guidano motivazioni indotte o emotive. Ad esempio, «quando compriamo una macchina costosa, può darsi che lo facciamo per suscitare invidia. Suscitare invidia è una componente importante del marketing di oggi. Una nuova tendenza è quella di aggiungere al tutto l'umiliazione del cliente. In Giappone un certo numero di negozi sono diventati famosi per le limitazioni che impongono alla scelta delle persone. Uno di questi negozi alla moda, alla periferia di Tokyo, ha orari d'apertura totalmente imprevedibili. I clienti arrivano, formano lunghe code all'entrata, e quando il negozio finalmente apre, spesso scoprono che i commessi si rifiutano, in modo del tutto arbitrario, di vendere loro l'articolo che desiderano. I clienti non si sentono offesi. Anzi, ne sono attratti e si accalcano a frotte davanti all'ingresso».

 

Renata Salecl, filosofa e sociologa, è Visiting Professor al BIOS Centre della London School of Economics, al Birkbeck College School of Law di Londra e alla Cardozo School of Law di New York. È anche Senior Researcher presso la Facoltà di Legge dell'Università di Lubiana. Il suo ultimo libro On anxiety (Routledge 2004) è stato tradotto in dieci lingue.

 

[In retro copertina]

Siamo liberi di scegliere la nostra identità, le nostre preferenze sessuali, la nostra religione. Possiamo scegliere se avere figli o no. Possiamo rimodellare il nostro corpo e perfino cambiare sesso. È proprio così? Siamo sicuri?

 

[Indice - Sono esclusi i paragrafi]

Introduzione

1. Perché la scelta ci angoscia

2. Scegliere attraverso lo sguardo degli altri

3. Scelte d'amore

4. Figli: averne o non averne?

5. Scelte obbligate

6. Conclusione

Note

Bibliografia

Ringraziamenti

Indice analitico

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