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Vittorino Andreoli. L'uomo di vetro La forza della fragilità, 2008 Rizzoli

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[Uno dei più conosciuti psichiatri italiani riflette, a partire dalla propria esperienza, anche in prima persona, sulla fragilità umana]

Senza tante pause, in uno scritto che sembra composto di getto, Vittorino Andreoli mette al centro della sua riflessione, che è anche una testimonianza (molto belle sono soprattutto le pagine che narrano a flash la sua infanzia e fanciullezza), la fragilità umana, così tanto spesso negata-rimossa (soprattutto da coloro che detengono il potere e lo esercitano, spesso purtroppo, in forma cieca cinica e arrogante). Riconoscere e accettare la propria fragilità non significa necessariamente diventare deboli ma semmai soprattutto aprirsi agli altri, fragili come noi, cercare di praticare la solidarietà e la cooperazione, rifuggire la violenza, la sopraffazione. Con un linguaggio semplice, immediato, che può apparire a volte forse un poco ingenuo schematico e troppo tranciante, questo agile libretto rappresenta una importante occasione di riflessione per coloro che la fragilità l'hanno sperimentata e la sperimentano ogni giorno e che magari faticano ad accettarla pienamente. (G.M.)

 

[In interno di copertina]

In un'epoca che ha fatto del decisionismo e dell'arroganza delle virtù, sostenere che la fragilità è un valore umano potrebbe suonare come un'eresia. Qualsiasi studioso del comportamento animale potrebbe spiegarvi quanto sia indispensabile la paura per la sopravvivenza, ma ammetterebbe solo controvoglia che quella regola vale anche per noi. Eppure ogni giorno i piccoli passi e le grandi svolte della nostra vita ci insegnano che non sono affatto le dimostrazioni di forza a farci crescere, ma le nostre mille fragilità: tracce sincere della nostra umanità, che di volta in volta ci aiutano nell'affrontare le difficoltà, nel rispondere alle esigenze degli altri con partecipazione, aprendoci - quando serve - al loro dolore. Seguendo le fasi della nostra crescita, Andreoli coniuga i mille volti della fragilità, rappresentandola non come una calamità per sventure, ma come uno scudo che da queste ci difende, perché quello che di solito consideriamo un difetto è invece la virtuosa attitudine che ci consente di stabilire un rapporto di empatia con chi ci è vicino. Con "L'uomo di vetro" Andreoli dimostra, grazie alla familiare immediatezza delle sue parole, una tesi solo in apparenza paradossale: il fragile è l'uomo per eccellenza, perché considera gli altri, suoi pari e non, potenziali vittime, perché laddove la forza impone, respinge e reprime, la fragilità accoglie, incoraggia e comprende.

 

Vittorino Andreoli è uno dei più autorevoli psichiatri italiani ed è diventato un punto di riferimento per comprendere i comportamenti e le tragedie umane. Fra i titoli più recenti pubblicati con Rizzoli, I miei matti (2004), Lettera alla tua famiglia (2005), Racconti segreti (2005), Lettera a un insegnante (2006), Dialoghi nel cimitero di Durness (2006), La vita digitale (2007) e Silenzi (2007)

 

[Indice - Sono esclusi i paragrafi]

 

Fragilità e condizione umana

La fragilità dalla nascita alla morte

Fragilità e civiltà

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