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Richard Sennett, Rispetto La dignità umana in una società di diseguali, 2003, 2004 e 2009 (ristampa) Il Mulino

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[Un sociologo americano esplora e ci aiuta ad esplorare il rispetto, alcune ragioni della sua carenza nelle società sempre più diseguali in cui viviamo]

Rispetto... rispetto reciproco. Una... due parole. Si fa presto a dirle. Non pochi sanno invece, immagino, quanto sia difficile viverlo, incontrarlo, praticarlo. Pur se figlia soprattutto d'una storia e di una cultura diverse dalla nostra (quella americana) questa lunga e tortuosa (a volte dispersiva, disorientante) riflessione di Sennett ci aiuta a capire non pochi perché di questa assenza, o scarna presenza, le molte facce e connessioni che il rispetto-non rispetto può avere. Non ci presenta facili scorciatoie per capire ed agire l'autore. Occorre cercare di praticare il rispetto, ci dice più o meno esplicitamente, pur nelle diseguaglianze sociali che sempre più crescono, pur di fronte a quelle naturali (talenti, qualità fisiche) che sempre ci saranno, pur nelle inevitabili diversità culturali che punteggiano la vita sociale, pur vivendo in società ancora non poco ingiuste e irrazionali. Non esistono facili ricette. O almeno io non le ho trovate. Non si rivolge a nessun ipotizzato soggetto collettivo l'autore ma ad ogni individuo che si trova nei più diversificati contesti relazionali-organizzativi-culturali-sociali di vita. Ci aiuta a capire, a toccare con mano, quanto complessa e ambivalente sia la nostra vita sociale, quanta attenzione continua comporti la pratica del rispetto. Il disprezzo e/o l'autodisprezzo spesso torturano in particolare chi si trova in situazioni di povertà e minorità e chi è deputato al loro aiuto è facile che cada in strani e invischiati vincoli con costoro. Il testo è punteggiato qua e là di interessanti osservazioni su questo rapporto. La riflessione è densa di storie, al centro quella dell'autore, figlio di un'assistente sociale. Chi presenta il lavoro parla di sociologia narrativa. Non aggiungo altro. Chi conosce un poco il sito penso possa immaginare il senso di questa segnalazione. (G.M.)

 

[In copertina]

La società attuale manca di espressioni efficaci di riconoscimento e valorizzazione delle persone. Nonostante leggi e regole, di fatto siamo tutti esseri spersonalizzati, schegge di un mondo frammentato che isola, suscita sentimenti di impotenza, ci fa sentire tutti egualmente inadeguati. Attingendo anche al proprio percorso individuale di ragazzo cresciuto a Chicago in una casa d'accoglienza, Sennett affronta il tema della deprivazione e del riscatto, della diseguaglianza e delle varie istituzioni preposte al welfare, e mostra come solo il rispetto sia in grado di restituire a ciascuno un'identità accettabile. Pur prendendo atto che le persone non sono uguali, che talune hanno più talento di altre, che talune sono più dipendenti e meritevoli di compassione, il vero rispetto - quello suscettibile di riverberarsi nella vita collettiva - consiste nell'incoraggiare ciascuno a dare il meglio di sé secondo le proprie capacità.

 

Richard Sennett insegna Sociologia nel Massachusetts of Technology e nella London School of Economics. Con il Mulino ha pubblicato anche “La cultura del nuoco capitalismo” (2006). il suo ultimo libro è “L'uomo artigiano” (Feltrinelli, 2008)

 

[Indice]

Presentazione dell'edizione italiana di Gabriella Turnaturi

Parte prima: Carenza di rispetto

I Ricordo di Cabrini Green

II Cosa significa “rispetto”

 

Parte seconda: Un'indagine sul rispetto

III Talenti diseguali

IV La vergogna della dipendenza

V Una compassione che ferisce

 

Parte terza: Riflessioni sul welfare

VI Il rispetto burocratico

VII Il welfare liberato

 

Parte quarta: Carattere e struttura sociale

VIII Il “reciproco” nel rispetto reciproco

IX Un carattere aperto al mondo

X La politica del rispetto

 

Indice dei nomi

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