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Marino Livolsi, Identità e progetto. L'attore sociale nella società contemporanea, 1987 La Nuova Italia

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[L'identità nelle società complesse, i percorsi accidentati per definirla, sostenerla, continuamente ridefinirla.]

E' passata molta acqua sotto i ponti da quando questo saggio è stato pubblicato (1987) eppure la sua lettura appare, almeno a me, ancora attuale. Le implicazioni sulle persone dei profondi cambiamenti in atto, che meglio si sarebbero rivelati negli anni a seguire, sono prefigurate qui con estrema chiarezza. In sintesi la tesi dell'autore è la seguente: nella società sempre più complessa in cui viviamo e vivremo l'individuo si troverà sempre più forzato a definire chi è e verso dove vuole andare e va con chi (l'identità e il progetto) / nessuno può fare questo lavoro per lui / farlo implica superare non pochi ostacoli, rinunciare a questo sforzo abdicare alla propria opportunità di tentare di essere un soggetto, un attore in senso pieno. (G.M.)

[In copertina]

Ogni uomo è un attore sociale e come tale è condizionato in qualche misura dalle “prescrizioni di ruolo”, determinate dal contesto sociale, dalla famiglia, dal lavoro, da una vita “tra” e “con” altre persone. Ma quando tutto ciò avviene nell'ambito di una società complessa, in fase di anomia o di crisi di valori, egli riscopre di dover trovare – da solo – una razionalità al suo agire: dare, cioè, un senso e un significato alle cose che è chiamato a fare. Ma quali cose e come? Come gestire la possibile – ma a volte drammatica – contraddizione tra ciò che egli sente di (o sogna, o vorrebbe) essere e ciò che “deve” fare per partecipare – nel miglior modo possibile – alla spartizione delle risorse economiche o simboliche-affettive che il sociale distribuisce spesso in modo diseguale, a volte casuale? Mettere a punto questa razionalità e perseguirla coerentemente è quanto – in queste pagine – è definito “progetto di vita”.

Questo libro è diviso in due parti. Nella prima si cerca di “smontare la macchina” uomo, partendo dalla sua componente istintuale o corporea, vedendo come ragione e sentimenti diano luogo a schemi cognitivi che sono la “sua” lettura della realtà che lo circonda, realtà che egli stesso contribuisce a creare e che allo stesso tempo lo determina. Nella seconda parte del volume si analizza come il “progetto di vita” sia insidiato da minacce quali paure, depressione, solitudine, narcisismo, fuga nell'immaginario indotto dai mass-media, ecc, che ne mettono in crisi la rilevanza e, sopratutto, la possibilità di poterlo realizzare fino in fondo, conseguentemente.

Marino Livolsi è ordinario di Sociologia presso la Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento. Si occupa da tempo dei problemi relativi al rapporto individuo-società nella società contemporanea, con particolare riferimento alle tematiche della socializzazione, della cultura e dei mezzi di comunicazioni di massa.Tra le sue opere, da solo o in collaborazione, figurano La fabbrica delle notizie (Milano, 1984), Almeno un libro. Gli italiani che (non) leggono (Firenze, 1986), E comprarono felici e contenti (Milano, 1987).

Indice [sono esclusi i titoli dei paragrafi]

Parte Prima: Istinto, ragione, sentimenti - Cap.I L'uomo: istinto e ragione / Cap.II Il modi della conoscenza / Cap.III La razionalità o la ricerca di una nuova razionalità / Cap.IV L'agire di scambio / Cap.V Fenomenologia dello scambio sociale / Cap. VI Fenomenologia dell'agire sociale Cap.VII Razionalità individuale e rappresentazioni sociali / Cap. VIII Identità e alienazione / Cap. IX Identità come progetto / Cap. X L'agire identity-oriented

Parte seconda: Un progetto difficile - Cap.I L'esperienza come progetto / Cap.II Il progetto in crisi: la solitudine / Cap.III Il nuovo narciso / Cap.IV La depressione / Cap. V La paura di aver paura / Cap. VI Frustrazioni – paura - aggressività: la vita minacciata / Cap. VII La fuga della realtà: il mondo dell'immaginario

Bibliografia generale

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