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Remo Cantoni, Illusione e pregiudizio L’uomo etnocentrico, 1967 Il Saggiatore

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[Pregiudizi e illusioni condizionano più di quello che vogliamo ammettere la nostra vita, chiudono-soffocano-bloccano la nostra mente, ci impantanano in rapporti che si traducono spesso in emarginazione e segregazione di alcuni e disagio esistenziale in altri. Con questo saggio Remo Cantoni ci offre la possibilità di toccare con mano tutto ciò e di vedere come sempre anche la cultura e la società più ampia in cui viviamo siano implicate – nel bene e nel male – in questa spesso drammatica costruzione.]

Filosofo morale, umanista critico, studioso di Kierkegaard di Dostoevskij di Kafka, in rapporto costante con il pensiero antropologico e sociologico e con il dibattito culturale di parte del secondo novecento, autore di numerose e interessanti pubblicazioni, Remo Cantoni (1914- 1978) analizza in questo suo scritto, che forse è la sintesi migliore del suo pensiero, quanto la nostra mente di occidentali (non solo dei dotti ma anche delle persone non particolarmente acculturate) sia intessuta e fortemente condizionata da illusioni e pregiudizi. Con un linguaggio semplice (ad eccezione dell’ultimo capitolo su Husserl e di qualche altra parte), con un argomentazione pacata e rigorosa, con un intento anche didattico, ci mostra come l’altra faccia delle illusioni e dei pregiudizi di cui siamo saturi (e incoscienti) sia una mente chiusa, ottusa, arrogante, una mente che non può che produrre estenuati conflitti, incomprensione, violenza, sopraffazione, una mente che è costretta a vivere in scissioni improduttive e tormentose. L’analisi di Cantoni non si ferma solo al piano ideale-ideologico, culturale, ma mette in gioco anche il versante sociale e il vivere quotidiano, esperenziale, e sempre cerca i nessi profondi e costanti tra essi. La vita di tutti i giorni inoltre non è scissa dai grandi problemi metafisici ed etici che da sempre sono oggetto anche della grande tradizione del pensiero filosofico, letterario, artistico, scientifico. La lettura di questo saggio può essere una interessante occasione per cercare di sperimentare molte di queste connessioni. Se qualcuno mai si avventurerà in questa impresa (479 pagine, note comprese) potrà osservare inoltre anche come già più di quarant’anni fa erano stati prefigurati, con una chiarezza estrema, moltissimi dei problemi che anche oggi viviamo e ai quali cerchiamo ancora affannosamente e spesso confusamente soluzioni. (G.M.)

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