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Wilfred R. Bion, Apprendere dall'esperienza, 1962, 1972 Armando (nona ristampa) 2003

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Per apprendere dall'esperienza è necessario che esistano nella mente strutture che solo a certe condizioni emotive si sviluppano. E purtroppo, vedi soprattutto in chi si trova in una condizione psicotica, non sempre questo avviene. Bion cerca in questo testo di esplorare e chiarire queste strutture e queste condizioni.
"[…] come il mangiare, il bere o il respirare inadeguatamente comportano nefaste conseguenze per la vita, così il non far uso della esperienza emotiva produce disastrosi effetti sullo sviluppo della personalità" (p.83)
                                                                                               Wilfred R. Bion, Apprendere dall’esperienza

Wilfred R. Bion (1897-1979) è considerato un riferimento fondamentale del pensiero psicoanalitico novecentesco. Ha elaborato – è scritto in copertina del libro – "una teoria innovativa sulle dinamiche inconsce dei gruppi (terapeutici e non) ed ha fornito contributi notevoli anche per la comprensione dei problemi posti dall’osservazione, dalla valutazione e dalle comunicazione delle esperienze nel corso del trattamento psicoanalitico". Molti dei suoi lavori sono stati tradotti in lingua italiana.

Ho letto ieri (pomeriggio e sera), tutto d’un fiato, con una sola pausa, il suo lavoro intitolato Apprendere dall’esperienza. Era da tempo che mi ero prefisso di farlo. Non so neppure io come sia potuta accadere una cosa del genere dal momento che, come è risaputo, gli scritti di Bion sono complessi, difficili. Fatto sta che così è andata. Sono forse stato catturato, come ipnotizzato, dal suo modo di procedere, di ragionare. E’ il primo libro di Bion che leggo. Non so neppure bene dire quanto abbia capito, quanto intuito, quanto non capito, immagino comunque che dovrò rileggere questo lavoro, che riflettere sul tema dell’esperienza sarà un’altra cosa avendo sviluppato una conoscenza approfondita di questo testo (e di Bion). Non voglio aggiungere molto dopo questa intensa, ma rapida, lettura. Spero di ritornarvi meglio quando ne avrò fatto una seconda. Per dare una vaghissima idea del suo lavoro direi che la riflessione di Bion sull’esperienza parte da certe teorizzazioni psicoanalitiche dello sviluppo affettivo primario (preedipico), dal suo bisogno di dare rigore scientifico alla teorizzazione psicoanalitica, dal suo lavoro clinico con persone psicotiche. Per apprendere dall’esperienza è necessario che esistano nella mente strutture che solo a certe condizioni emotive si sviluppano. E purtroppo, vedi soprattutto in chi si trova in una condizione psicotica, non sempre questo avviene. Bion cerca di esplorare e chiarire queste strutture e queste condizioni. Mentre scrive ricerca. Forse è soprattutto qui il fascino di questo testo che seppur complesso e difficile non è illeggibile, non richiede necessariamente una conoscenza estremamente specialistica (psicoanalitica) per essere seguito. Ma, ripeto, non voglio aggiungere altro. Ora penso di darmi un certo tempo per metabolizzare quel che ho letto, conoscere un po’ meglio Bion e ritornare poi magari a rileggerlo. Solo allora potrò continuare questa annotazione. (G.M.)

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