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Andrea Smorti, Il pensiero narrativo Costruzione di storie e sviluppo della conoscenza sociale, 1994 Giunti

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Con un taglio psicologico ed epistemologico l'autore mostra come sempre più oggi vari processi (sociali e culturali) convergano nel attribuire importanza al pensiero narrativo (in merito all'ambito relazionle e socio-culturale), come e perchè tale pensiero si differenzi da quello logico-matematico,  come si possono configurare ora le sue potenzialità e i suoi limiti.

Non mi è facile presentare questo saggio di Andrea Smorti ma credo sia necessario farlo, soprattutto dopo che mi sono accorto che ancora, dopo più di dieci anni, è tornato a scrivere sul tema (Narrazioni Cultura, memorie, formazione di sè, Giunti 2007). Avevo già letto anni fa questo suo libro e ne avevo un vago ricordo. Sono così tornato a rileggerlo prima di prendere in mano il suo nuovo scritto e lo segnalo perchè pur essendo eccessivamente analitico, in certi punti di faticosa (per me) lettura, apparentemente distante dal lavoro che con il sito si sta portando avanti, è un testo a mio parere equilibrato, ricco di spunti di riflessione, di riferimenti. Molto in sintesi, con un taglio psicologico ed epistemologico, l'autore mostra come vari processi (sociali e culturali) convergano nel dare sempre più importanza al pensiero narrativo (in merito all'ambito relazionle e socio-culturale), come questo pensiero si caratterizza, cosa lo differenzia da quello logico-matematico (o come in altro modo viene da altri definito, quello che tradizionalmente fonda la scienza della natura, per intenderci forse un po' di più), quali potenzialità e limiti ha, quanto e come è connesso, si connette, all'esperienza concreta, quotidiana, delle persone, come già, a certe condizioni soprattutto, possa prendere corpo nella mente infantile. L'equilibro del saggio sta nel non cavalcare la scoperta del pensiero narrativo, nel non stare al gioco della contrapposizione rigida con quello logico-matematico, nel cercare, tutte le volte che è possibile, una loro integrazione.

Nel momento in cui scrisse questo saggio Andrea Smorti era ricercatore presso il dipartimento di Psicologia della Facoltà di Magistero di Firenze, dove insegnava Psicologia dell'Età Evolutiva. Dalle date di alcuni suoi scritti citati nella bibliografia si deduce che si occupava di questo tema già da alcuni anni. Precedentemente si era interessato soprattutto dei processi di interazione tra bambini e genitori, con particolare riguardo al ruolo svolto dalla figura paterna. (G.M.)

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