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Luigina Mortari, La pratica dell'aver cura, 2006 Bruno Mondadori

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La cura, del corpo e della mente, inscindibili, fondano l'essere, la vita, permettono il suo sviluppo. Nonostante ciò il pensiero occidentale l'ha marginalizzata, svalorizzata. In questo saggio Luigina Mortari cerca le ragioni di questa marginalizzazione e svalorizzazione e di ridare alla cura la centralità che ha proponendone nel contempo una essenziale caratterizzazione.

Con un linguaggio essenziale, accurato, preoccupato di comunicare con più persone possibili, non solo con i cosiddetti professionisti dalla cura che si sente bene che l'autrice ha frequentato e interrogato più volte, Luigina Mortari ci fa vedere, e in certi punti come toccare con mano, sentire:

- come la cura, del corpo e della mente, inscindibili, fondino l'essere, la vita, permettano il suo sviluppo

- come nonostante ciò il pensiero occidentale l'abbia marginalizzata, svalorizzata

- quali possano essere alcune ragioni di questa marginalizzazione, svalorizzazione

- come sia importante e possibile ridarle la centralità che ha

- quali possono essere le caratteristiche essenziale della pratica dell'aver cura.

Cercare di riassumere in poche righe i ragionamenti, le osservazioni, le articolazioni del discorso dell'autrice è impossibile. La scrittura è sì essenziale, accurata, chiara, ma anche densa. E' poi un argomentare vissuto quello di Luigina Mortari, un argomentare che fa intravedere una lunga famigliarità con i temi trattati. Pensare e sentire sono integrati in lei, si richiamano, hanno appreso a convivere. Solo la lettura diretta del testo può rendere tutto questo. Per dare una vaghissima idea del suo lavoro elenco i capitoli che compongono il saggio: La primarietà della cura / La svalorizzazione della cura / Dalla sotto-teorizzazione al riconoscimento simbolico / Fenomenologia della cura / L'essenza dell'aver cura / Cura ed etica / La cura come pratica.

Particolarmente interessante è il capitolo L'essenza dell'aver cura (pp. 111-152, 41 pagine), ricchi di osservazioni i suoi paragrafi (Ricettività / Responsività / Disponibilità cognitiva ed emotiva / Empatia / Attenzione / Ascolto / Passività attiva / Riflessività / Il sentire la cura / Competenza tecnica / Aver cura di sé).

E' questo il primo scritto che ho letto di Luigina Mortari. L'ho terminato ieri. Iniziato quattro giorni fa. Ho scritto queste annotazioni quindi a caldo. Non ho timore di smentirmi però se dico che ritengo questo saggio particolarmente importante per tutti noi che più di altri (chi più chi meno) siamo implicati anche professionalmente con l'aver cura.

PS. Il riferimento professionale associato alla cura che più ricorre nel libro è quello infermieristico.

Luigina Mortari è docente di Epistemologia della ricerca pedagogica all'Università di Verona. Tra le sue opere: Aver cura della vita della mente (La Nuova Italia, Firenze 2002); Apprendere dall'esperienza. Il pensiero riflessivo nella formazione (Carocci, Roma 2003); Un metodo a-metodico. La pratica della ricerca in Maria Zambrano (Liguori, Napoli 2006) (G.M.)

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