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Amianto

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L'amianto è un minerale d’aspetto fibroso presente in natura. Si ricava facilmente per macinazione delle rocce madri, estratte da miniere generalmente a cielo aperto. L’Italia è stato il primo produttore d’amianto a livello europeo, quinto a livello mondiale.
Dal punto di visto chimico, l’amianto è un silicato di magnesio con calcio, ferro e sodio.
In natura esistono diversi tipi di silicati fibrosi, ma quelli classificati come “amianto” in base all’art. 247 del D. Lgs. 9 aprile 2008 n° 81 e s.m.i. , sono sei:
 
Nome N° CAS Nome comune Formula chimica Note
Crisotilo 12001-29-5 Amianto bianco Mg3Si2O5(OH)4 dal greco: "fibra d'oro"
Amosite 12172-73-5 Amianto bruno (Mg,Fe)7Si8O22(OH)2 acronimo di "Asbestos Mines of South Africa", il
nome commerciale dei minerali grunerite e cummingtonite
Crocidolite 12001-78-4 Amianto blu Na2Fe3Fe2Si8O22(OH)2 dal greco: "fiocco di lana"
Tremolite 77536-68-6   Ca2Mg5Si8O22(OH)2 dal nome della Val Tremola
Antofillite 77536-67-5   (Mg,Fe)7Si8O22(OH)2 dal greco: "garofano"
Actinolite 77536-66-4   Ca2(Mg,Fe)5Si8O22(OH)2 dal greco: "pietra raggiata"
 
 
Il crisotilo appartiene alla specie mineralogica del serpentino (fibre curve), gli altri appartengono agli anfiboli (fibre aghiformi).
Il suo stato fisico si caratterizza per la tendenza a suddividersi in componenti elementari sempre più sottili (l/d > 3), che, volatilizzandosi e permanendo a lungo nell’aria, possono essere inalate.
 
Per le sue eccellenti proprietà chimico-fisiche è stato oggetto, nei decenni passati e fino ai primi anni '90, di rilevanti interessi industriali. E', infatti:
·resistente alle alte temperature,
·all’usura meccanica,
·è poco suscettibile all’azione d’agenti chimici e biologici;
·ha caratteristiche fonoassorbenti, termocoibenti ed elettroisolanti.
·la sua struttura fibrosa lo rende flessibile, filabile e soggetto quindi a tessitura.
·si amalgama bene con cemento e gomma migliorando le caratteristiche meccaniche e plastiche di questi materiali.
 
Tali proprietà, associate al costo di produzione molto basso, hanno ampiamente favorito l’utilizzo dell’amianto sia come materia prima, sia con altri prodotti.
Sono stati classificati circa 3000 prodotti contenenti amianto.
Il settore del cemento- amianto ha assorbito l’80% circa della produzione mondiale d’amianto, con la produzione principale di lastre piane ed ondulate destinate alle coperture d’edifici. Il resto è stato assorbito dalla produzione dei cartoni, carte, funi, corde e tessuti (15 %), e di altro (5%).
In Italia sul finire degli anni ottanta le lastre di copertura costituiscono circa il 60% di tutti i prodotti contenenti amianto e le loro superfici in esercizio sono dell’ordine del migliaio di Km2.
 
Nel tempo, l’amianto si è rilevato nocivo per la salute dell’uomo ed i danni che esso provoca sono ormai ben noti, consolidati e ampiamente condivisi.

DANNO CAUSA TIPO DI AMIANTO LATENZA
asbestosi* esposizione professionale tutti i tipi di fibre circa 10-15 
carcinoma polmonare* esposizione professionale tutti i tipi di fibre circa 20 anni
mesotelioma della pleura e del peritoneo esposizione professionale e non tutti i tipi di fibre da 20 a 50 anni
altre patologie - in fase di studio      
*rischio di contrarre queste malattie aumenta quando c’è azione combinata con altro cancerogeno, come per esempio il fumo.
 
E' sulla base della pericolosità di questa fibra per la salute dell'uomo e dell'ambiente che lo Stato Italiano ha adottato dal 1965 una serie di provvedimenti legislativi al fine sia della protezione dei lavoratori sia della riduzione progressiva dei settori d’applicazione di questo materiale, e culminano con la Legge 27 marzo 1992, n°. 257 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”, che sancisce la completa dismissione dell’amianto, secondo un percorso programmatico con scadenza nel 1994.
Questa legge non solo detta le norme per la cessazione dell'impiego e per il suo smaltimento controllato, prevedendo oltre al divieto d’estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione anche quello di produzione d’amianto,ma affronta anche le complesse problematiche ad esso collegate: i valori limiti negli ambienti di lavoro (attualmente è permessa solo l’attività di bonifica, che ricade nel D.Lgs. n° 81 e s.m.i.) ed il controllo delle emissioni; misure di sostegno per i lavoratori e per le imprese di produzione, penalizzate dalla dismissione dell’amianto. La stessa Legge prende in esame aspetti significativi relativi alla tutela dell’ambiente e della salute, ma non fornisce una regolamentazione specifica, rimandando a successive norme d’attuazione. A tal fine istituisce una Commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi all’impiego dell’amianto, attribuendole di fatto compiti ben precisi. L’attività della Commissione ha portato all’emissione di specifici Decreti Ministeriali.
La Legge n° 257/92 non vieta l'uso di materiali contenenti amianto (intendendo come uso l'adoperare, il servirsi di manufatti), e non impone la rimozione del materiale contenente amianto già in opera.
 
Decreti Ministeriali successivi definiscono i criteri di valutazione del rischio amianto negli edifici, le procedure di campionamenti ed analisi, le tipologie della bonifica e le modalità della rimozione.
In particolare, il D.M. 06/09/94 “Normative e metodologie tecniche d’applicazione dell’art. 6, comma 3, e dell’art. 12, comma 2, della Legge 27 marzo 1992, n° 257, relativa alla cessazione dell’impiego dell’amianto”, classifica i materiali contenenti amianto come:
  • friabili: materiali che possono essere facilmente sbriciolabili o riducibili in polvere con la semplice pressione manuale;
  • compatti: materiali duri che possono essere sbriciolabili o riducibili in polvere solo con l’impiego d’attrezzi meccanici (dischi abrasivi, frese, trapani, ecc.
 
La Regione Emilia-Romagna, al fine ditutelare la salute sia della popolazione professionalmente esposta sia della popolazione generale, e tendendo a eliminare totalmente o quanto meno a ridurre ai livelli minimi possibili l’esposizione all’amianto:
· ha predisposto, in attuazione dell’art. 10 della Legge n° 257 del 27 marzo 1992, e adottato con Delibera di Consiglio n° 497 dell’11 dicembre 1996, il “Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”, denominato più semplicemente “Piano Regionale di Protezione dall’Amianto”;
· ha approvato, con Delibera di Giunta regionale n. 1302 del 5 luglio 2004, il Progetto “Mappatura delle zone del territorio regionale interessate dalla presenza di amianto”, effettuando la “Mappatura degli edifici pubblici o privati aperti al pubblico con presenza di Amianto”, prescegliendo gli edifici pubblici o privati aperti al pubblico.

 
A CHI RIVOLGERSI
Informazioni possono essere chieste ai seguenti Enti:
 
Figura Problema Ente preposto
Cittadino Presenza di amianto in edifici e pericolo di dispersione di fibre Ausl – U.O. Igiene Pubblica
Proprietario Presenza di amianto in edifici industriali o di civile abitazione Ausl - U.O. Igiene Pubblica
Ausl – U.O Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro
Datore di lavoro Presenza di amianto in edifici industriali Ausl – U.O Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro
Cittadino
Proprietario
Azienda
Presenza di rifiuti abbandonati contenenti amianto (lastre eternit, pannelli , rivestimenti) Comune
Agenzia Regionale Prevenzione Ambiente (ARPA)
Azienda che rimuove, bonifica, trasporta Informazioni,
presentazione piano di lavoro, presentazione notifica
Ausl – U.O Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro
Albo Nazionale Gestori Ambientali
Smaltitori Informazioni sulla gestione dei rifiuti e documentazione obbligatoria Provincia
Azienda Regionale Prevenzione Ambiente (ARPA)
  
Allegati
FileDescrizioneDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (Tipologia_bonifica.pdf)Bonifica: i contro e i pro 36 kB17-03-2014 22:03
Scarica questo file (Linee_Guida_coperture_amianto.pdf)LINEE GUIDA per la Valutazione dello stato di conservazione delle Coperture in C 82 kB17-03-2014 22:05
Scarica questo file (Provvedimenti_possibili.pdf)Provvedimenti da adottare in presenza di MCA 31 kB17-03-2014 22:01
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