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Programma di psicologia

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Le funzioni di staff riportate fanno riferimento al preesistente assetto della ex AUSL di Rimini che dal 1/1/2014 è confluita nella Azienda USL della Romagna.
Le preesistenti unità operative cointinueranno a svolgere i loro compiti istituzionali sino a chè non sarà reso operativo l'Assetto Organizzativo della Azienda USL della Romagna.


è l'organismo tecnico che supporta la Direzione Sanitaria e Generale nella committenza di tutte le attività ed interventi di pertinenza della professione psicologica

Missione e committenza

Nasce con una duplice finalità:

  • strumento per contribuire alla programmazione della Azienda USL con il compito precipuo di delineare i bisogni di salute della popolazione della Provincia di Rimini inerenti l'area della Psicologia ed individuare le risposte più appropriate trasformandole in committenza alle articolazioni aziendali;
  • "luogo centrale" di elaborazione, riflessione e verifica per lo sviluppo delle competenze specifiche della psicologia, con lo scopo di renderle visibili e riconoscibili.

Quella che viene presentata è un'analisi sintetica dei "bisogni" dei target di popolazione di riferimento del Programma: infanzia, adolescenza, donna, adulti, famiglia, pazienti ospedalizzati e delle specifiche risposte della psicologia.
Il focus su queste tipologie di utenze apre la riflessione sulla complessità ed eterogeneità dei bisogni di cui sono portatrici e sulle risposte possibili anche esse articolate ed eterogenee, ma spesso unite da un minimo comune denominatore: essere risposte che prevedono interventi sul piano clinico, con attività di valutazione e/o trattamenti, sul piano riabilitativo e sul piano sociale.
Tale doppio richiamo della complessità e della eterogeneità rende necessario evitare il rischio di scadere in semplificazioni e genericità nelle risposte e mantenere la consapevolezza che la risposta della psicologia nel servizio pubblico è da intendersi sovente come integrata ad interventi di altre discipline.

Governo clinico

II Programma si propone con il proprio mandato di rappresentare il contributo della psicologia allo sviluppo della salute mentale proponendosi quale laboratorio privilegiato per l'elaborazione di modelli operativi complessi.

Le linee di riflessione sullo sviluppo del Programma si sono centrate sui seguenti nodi:

  • Leggere il contesto legislativo nazionale e regionale per evidenziare le attività e le prestazioni in carico alla psicologia e contestualizzarle con i bisogni rappresentati a livello locale dagli Accordi di Programma licenziati dalla Conferenza Territoriale Sanitaria e Sociale: lo strumento delle interviste ai 42 dirigenti dell'Azienda USL è stato da questo punto di vista fondamentale.
  • Rendere visibile la presenza degli psicologi nelle diverse articolazioni aziendali come professionisti funzionali alla costruzione di risposte che privilegiano la logica del percorso quale processo che sostiene la risposta intra ed inter servizi, garantendo così l'integrazione e la continuità assistenziale.
  • Declinare le risposte specifiche della psicologia ricercando una congruenza fra epistemologia e metodologia e pratica clinica, nella convinzione che l'impiego di metodi scientifici atti a monitorare e verificare l'efficacia dei trattamenti offerti e gestiti dai professionisti, tuteli dal rischio presente nelle professioni che si occupano di scienze umane di cadere nelle trappole delle transitorie mode correnti.

L'attenzione quindi a declinare la pratica clinica così come viene svolta dai professionisti di questa Azienda è stato l'oggetto centrale del lavoro. A tal fine lo sforzo è stato quello di sistematizzare e definire una risposta alla domanda su quali forme di trattamento si sono dimostrate vantaggiose e di maggiore efficacia e per quali gruppi di pazienti.

Fasi di implementazione

Lo sviluppo del Programma prevede una prima fase di istituzione di gruppi di lavoro monoprofessionali con il compito di tradurre e verificare sul piano operativo le risposte cliniche ai bisogni individuati dal Programma, definendo criteri e strumenti comuni e condivisi utili alla ridefinizione delle attività.
Farà seguito una seconda fase con l'istituzione di gruppi interdisciplinari con l'obiettivo di definire protocolli assistenziali per i bisogni complessi che esplicitino il contributo e la contestabilità delle singole professionalità/settori alla costruzione dei progetti integrati.
La terza fase prevede la costituzione di gruppi interistituzionali così come previsti dagli Accordi di Programma, finalizzati alla costruzione di percorsi socio-sanitari.

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