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Trattamento dei circuiti delle torri evaporative

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Il funzionamento dei gruppi frigoriferi di grande potenza (> 1 MW) obbliga per ragioni pratiche e di efficienza ad utilizzare la condensazione ad acqua, il che significa che il calore sottratto dal gruppo all'ambiente climatizzato viene dissipato sotto forma di calore di evaporazione nelle apposite apparecchiature, denominate appunto torri evaporative.
Poiché il contenuto d'acqua viene fatto evaporare per dissipare il calore, esso lascia all'interno del circuito i relativi sali, provocando un aumento delle concentrazioni saline che a lungo andare è dannoso per i materiali del circuito stesso, ragion per cui deve essere contrastato eliminando i sali in eccesso, tramite lo spurgo controllato di una certa quantità di acqua (che quindi viene "sprecata"), di modo da richiamare dalla rete acqua "pulita" (cioè con concentrazioni più basse).
In particolare, fino all'anno 2008 all'Ospedale di Rimini veniva utilizzata acqua di acquedotto grezza, il che comportava un NC=1,8 (il che significa che per ogni 8 m³ di evaporato vengono spurgati 10 m³, cioè la quota di acqua usata per mantenere sotto controllo la corrosione è maggiore di quella utile).
Passando alla gestione con acqua addolcita a 0°F si è ottenuto un NC variabile tra 2,5 e 2,8, che ha comportato un dimezzamento dello spurgo, con conseguente risparmio di quasi il 30% dell'acqua utilizzata.

Questa linea d'azione, essendo l'unico impianto di questo tipo presente all'Ospedale Infermi, è stata completata e resa permanente.
 
 
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