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Rischio clinico

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Il Codice Deontologico

Garantire la sicurezza dei pazienti è un dovere dei professionisti, richiamato dai Codici Deontologici e ribadito recentemente anche dall’art 14 del Nuovo Codice di Deontologia Medica (dicembre 2006): "Il medico opera al fine di garantire le più idonee condizioni di sicurezza del paziente e contribuire all’adeguamento dell’organizzazione sanitaria, alla prevenzione e gestione del rischio clinico anche attraverso la rilevazione, segnalazione e valutazione degli errori al fine del miglioramento della qualità delle cure. I professionisti a tal fine devono utilizzare tutti gli strumenti disponibili per comprendere le cause di un evento avverso e mettere in atto i comportamenti necessari per evitarne la ripetizione; tali strumenti costituiscono esclusiva riflessione tecnico-professionale, riservata, volta all’identificazione dei rischi, alla correzione delle procedure e alla modifica dei comportamenti".

Il Ministero della Salute ha recentemente prodotto un documento "Risk management in Sanità" che riporta le seguenti raccomandazioni:

  • individuare un modello organizzativo uniforme per la gestione del rischio clinico;
  • elaborare direttive e linee guida per la rilevazione uniforme degli errori e dei rischi di errori nelle strutture sanitarie;
  • promuovere eventi di formazione per diffondere la cultura della prevenzione dell’errore;
  • promuovere segnalazioni di near misses (...);
  • sperimentare, a livello aziendale, metodi e strumenti di segnalazione degli errori, di raccolta e di elaborazione dei dati per ottenere informazioni sulle procedure ad alto rischio, e sulle frequenze degli errori;
  • monitorare periodicamente e garantire un feed back informativo;
  • avviare la costituzione di un network per la realizzazione di un database nazionale per la raccolta dei dati relativi alla sicurezza dei pazienti, anche al fine di istituire un Osservatorio a livello centrale;
  • definire misure organizzative e appropriate tecnologie per la riduzione degli errori evitabili;
  • favorire, anche attraverso opportune sperimentazioni, lo sviluppo di modelli organizzativi e supporti tecnologici innovativi per migliorare la sicurezza.

Il disegno di legge del ministero della salute sulla sicurezza delle cure

Le indicazioni e le attività descritte sono in linea con le previsioni del DDL sulla sicurezza delle cure del SSN, approvato in data 12 maggio 2007 dal Consiglio dei Ministri, che fa seguito ad altre proposte legislative in tale materia; esso prevede tra l’altro:

l’adozione da parte delle Regioni e Province autonome di un sistema per la gestione del rischio clinico finalizzato alla sicurezza dei pazienti nel percorso di diagnosi e cura, incluso il rischio di infezioni.

Con l’adozione dell’atto aziendale viene istituito il programma aziendale di Gestione del Rischio, per le cui attività il Collegio costituisce l’organo di governo ed i Dipartimenti la principale sede operativa e di gestione.......Il Collegio di Direzione ...... assicura la partecipazione decisionale dell’alta dirigenza sanitaria e fa sì che la partecipazione organizzativa dei professionisti sia finalizzata ad orientare lo sviluppo dell’Azienda in modo coerente agli standard più avanzati di assistenza sanitaria, ai bisogni riscontrati nella popolazione e all’implementazione degli strumenti del governo clinico (qualità, innovazione e ricerca, gestione del rischio clinico, audit, formazione continua).

Già nel 2002 con Delibera del Direttore Generale dell’AUSL di Rimini n. 381 del 13/08/2002 è stata istituita la struttura complessa per la Gestione del Rischio nelle strutture sanitarie aziendali.

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